Il Ragazzo e l’Airone

Il nuovi film di Hayao Miyazaki, campione d’incassi nel nostro paese.

Quando si parla del maestro Hayao Miyazaki, o dei film della sua casa di produzione lo Studio Ghibli, si dice spesso che è il “Disney giapponese”, ma questo stereotipo nasce dal fatto che alcuni film del maestro possono essere considerati “film per bambini”, perchè spesso questi hanno tematiche più tipicamente infantili, fuori cioè da un altro stereotipo che vuole molti anime violenti.
In realtà pochi film di Miyazaki possono essere davvero considerati per bambini, tra questi Totoro, Poyno, Kiki, ma persino loro nascondono dei lati oscuri e sotto testi più maturi.
I film di Miyazaki, anche quelli più semplici, non sono opere rassicuranti, e questo li rende molto lontani dai film Disney, film Disney che sono destinati al pubblico per famiglie, e che nonostante i tanti titoli non riescono a staccarsi dai loro stilemi, che li fanno sembrare tutti uguali, nella trama e nella caratterizzazione dei personaggi, sopratutto in anni recenti.
Miyazaki invece si può dire che non ha mai fatto un film uguale agli altri, nonostante abbiano delle tematiche simili, per esempio spesso torna il tema della guerra, o quello ecologico o il rapporto tra tecnologia e ambiente, ma anche la nostalgia del passato o dell’immaginazione e arte che possano vincere contro la crudeltà del mondo.
Così nonostante Miyazaki in passato, sia stato spesso ispirato alle prime produzioni Disney, come Osamu Tezuka che negli anni ne ha preso le distanze, specialmente dalle ultime produzioni.
Sono davvero pochi i film del maestro che possono essere visti da bambini molto piccoli, a differenza dei film Disney; questo è significativo, nella fattispecie di ragazzini protagonisti, nella maggior parte delle storie.

Molti film di Miyazaki sono per molti, ma non per tutti, e arriviamo allora a “Il ragazzo e l’airone”, un film potente, visionario, con una forte storia di crescita e se vogliamo un viaggio dell’eroe più tipico della storie occidentali, in opposizione agli anime.
Molti lo hanno paragonato a una metafora del viaggio di Dante nella Divina Commedia, ma secondo me ci sono anche altri importanti riferimenti: Alice nel paese delle meraviglie di Lewis Carroll, la serie dei romanzi di Narnia di C.S. Lewis e il film Labyrinth di Jim Henson, e al labirinto del Fauno di Del Toro, ma anche opere molto più antiche come il fumetto statunitense dei primi nel 900 Little Nemo opera di Winsor McCay

Il film inizia con la scena di un grande incendio causato dalle bombe lanciate su Tokyo dagli americani, dopo l’attacco dei giapponesi su Pearl Harbor, i bombardamenti americani su Tokyo furono particolarmente violenti visto che venivano usate bombe incendiarie in una città dove buona parte delle case erano ancora costruite in legno.
Il protagonista il dodicenne Mahito Maki cerca di salvare la madre Hisako dal incendio del ospedale cui è ricoverata, ma questa muore tra le fiamme, ricordando il volo di una fenice.
Mahito un anno dopo si trasferisce con il padre in campagna, dove l’uomo si è sposato la sorella minore della moglie, Natsuko, e questa aspetta già un bambino. Il piccolo Mahito si trova dunque in un piccolo paese della compagna giapponese, un posto tra tradizione giapponese e innovazioni portare dagli occidentali, simbolo di tutto questo è la strana casa della famiglia di sua madre (e della sua matrigna/zia), una casa molto strana, che all’esterno e in certi ambienti ricorda una grande e tradizionale casa giapponese, ma al suo interno ci sono stanze tipicamente occidentali, alcune tipiche dell’età vittoriana.
Ma la cosa più strana della casa è la misteriosa torre che sorge nella foresta, una torre in pietra dall’architettura occidentale, il cui ingresso è stato bloccato. La torre è stata costruita da un avo di Mahito, un pro-zio scomparso misteriosamente decenni fa, che aveva una forte passione per i libri.
Nella casa poi ci sono sette piccole donne anziane servitrici della famiglia che sembrano essere una citazione ai sette anni di Biancaneve della Disney.
La prima parte del film è molto realista e tratta della difficile situazione del ragazzo rimasto orfano della madre, che non riesce a comunicare con il padre, ne con la zia/nuova madre.
Le difficoltà del ragazzo lo portano a litigare a scuola e sulla strada di casa, a ferirsi la testa con una pietra, solo per attirare l’attenzione su di lui.
A complicare le cose c’è un airone che sembra perseguitare il protagonista, poi un giorno Natsuko scompare proprio all’interno della Torre, sarà Mahito ad entrare in quel strano posto per cercare di salvare la donna. L’interno della torre si dimostrare d’essere un luogo magico, un universo visionario e alternativo, dove ogni cosa può accadere e dove il giovane protagonista dovrà affrontare diverse situazioni, ma troverà anche alcuni alleati.
E’ proprio questo immaginifico viaggio di Mahito ad essere il vero cuore del film, dove il maestro Miyazaki può creare luoghi fantastici, che si rifanno a molte sue storie precedenti, il film è veramente carico di citazioni a tutta la filmografia del maestro, sia ai suoi film, e persino al castello di Cagliostro di Lupin, e alle sue serie tv come Conan, ragazzo del futuro che persino al fiuto di Sherlock Holmes, ma sarebbe davvero arduo riuscire ad individuale tutte le auto citazioni, ma anche trovare i tanti rimandi ad altre opere sia occidentali che orientali di cui il film è pieno.
Come si può immaginare, anche questo film vuole essere il viaggio della crescita del protagonista verso l’età adulta, un tema che si è già visto in molte altre opere del maestro Miyazaki, per esempio con Totaro o Kiki o la città incantata o Il castello errante di Howl, ma nel Il ragazzo e l’airone, questo viaggio d’iniziazione è ancora più legato ai luoghi visionari che Mahito incontra nel suo cammino.
Un viaggio che per molti punti ricorda un film cult degli anni 80, il già citato Labirinth di Jim Henson (creatore dei Muppet) con Jennifer Connelly nel ruolo della protagonista Sarah e la rockstar David Bowie che interpreta Jareth, il re dei Goblin.
Proprio come Sarah nel film di Henson che liberare il fratellino, Mahito deve liberare Natsuko dalla Torre, incontrando vari personaggi e antagonisti, questi ultimi per lo più questi rappresentati come varie specie di uccelli prima i pellicani e poi dai parrocchetti, ma il ruolo più importante è di sicuro Nella tradizione giapponese gli uccelli hanno da sempre un ruolo importante spesso sono metafore di messaggeri tra un mondo e un altro, ma se per esempio la Gru rappresenta la pace, la fortuna e la longevità, l’airone (sopratutto quello grigio) ha un ruolo più sinistro e misterioso legato agli spiriti, alla morte e all’altro modo.
Nel film l’airone prima antagonista di Mahito ne diventa malvolentieri la sua giuda per ordine del mago, signore e padrone dell’universo all’interno della Torre.
L’airone in questo viaggio ha un ruolo che sembra ricordare sia una sorta di Virgilio dantesco che del buffo Gogol di Labririnth.
Mahito si ritroverà dopo varie avventure al cospetto del mago, che gli farà una proposta, ma si troverà anche di fronte a una sorta di paradosso temporale che riguarderà sua madre.
Alla fine del suo viaggio il ragazzo sarà cresciuto, sulla strada per diventare un adulto, in pace con se stesso e con il resto del mondo, per un po’ ricorderà anche le sue avventure, per poi dimenticare come fossero un sogno.

Spesso in passato il maestro Miyazaki ha parlato di un suo ritiro dal mondo dell’animazione, l’ultima volta era stato con si alza il vento, ma questo film Il ragazzo e airone sembra proprio voler essere l’ultimo film del maestro, da diversi punti di vista, sia la trama che i disegni sembrano voler essere una sintesi dell’arte di Miyazaki, un suo manifesto o una sorta di arrazzo che rappresenti tutte le sue opere.
Il film è animato in modo tradizionale cioè con disegni su rodovetro, qualcosa che non si vedeva da decenni, l’ultimo titolo importante animato in questo modo era stato sempre creato all’interno dello studio Ghibli, la principessa splendente film del co-fondatore della casa di produzione, il maestro Isao Takahata, grande amico di Miyazaki, ed è stata proprio la sua scomparsa dell’amico a far tornare dal ritiro per questo incredibile film.
Il ragazzo e l’airone a livello tecnico di disegno e l’animazione potrebbe essere l’apice degli anime, l’opera definitiva, come sicuramente ultima ad essere realizzata con la tecnica tradizionale, per questo ha avuto bisogno di quasi 7 anni di lavorazione ed è risultato avere una costosa produzione.
Tutto il film vuole essere una dichiarazione d’amore all’arte dell’animazione, alla forza dirompente dell’immaginazione come antidoto alle brutture del mondo.
La colonna sonora anche se molto semplice con pezzi eseguiti solo al piano, riesce a sottolineare bene i vari momenti e scene del viaggio del protagonista.

Con questo film che si sta dimostrando un campione d’incassi nel nostro paese (ma anche in patria) nelle prime settimane di questo nuovo è già vincitore del Golden Globe, e se non ci sono sorprese dovrebbe vincere anche l’Oscar 2024 per il miglior film d’animazione.
Per concludere questo potrebbe essere forse davvero l’ultimo film di Miyazaki, anche se si dice che stia già lavorando ad altro, è un’opera che si dovrebbe vedere su grande schermo finche è possibile, ha delle animazioni potenti e grandiose.